Antonio Cardarelli
Nato a Civitanova del Sannio il 29
marzo 1831, compie gli studi classici nel seminario di Trivento con passione e
grande intelligenza. Nel 1848 si reca a Napoli i si iscrive
al collegio medico di S. Aniello e, giovanissimo, nel 1853 si laurea in
medicina e chirurgia. Presentandosi al concorso per assistente all’ospedale
degli incurabili, risulta primo.
Infatti non delude, perché si afferma per la sua cultura e
la sua genialità, percorrendo rapidamente tutti i gradi della carriera assistente, aiuto, direttore di sala e
consulente. Dedicandosi all’insegnamento, sua grande
passione, raccoglie intorno a se una folta schiera di giovani desiderosi di
ascoltare la sua dottrina.
Nel 1880
vince per concorso la cattedra di patologia alla regia Università di Napoli e
il suo insegnamento dura ininterrotto sino al 1923. Nel mentre, la sua fama di
clinico dilaga per tutta l’Europa, designandolo il più grande
medico del tempo, soprattutto per il singolare intuito e per l’occhio clinico. Infatti l’occhio clinico di Cardarelli e la presenza
miracolosa della sua diagnosi infallibile sono rimasti proverbiali.
Oltre ad
impartire lezioni all’Università e curare i più difficili mali agli incurabili
fu uomo attivo e politico, risultando cinque volte
deputato e due volte senatore. Indimenticabile il suo discorso sul sale che
volle ad un prezzo minimo per il suo indispensabile valore nutritivo.
Antonio
Cardarelli è grande benefattore per Civitanova ed ogni
cittadino sa tutto il bene che egli ha fatto; la prima illuminazione elettrica
sul Trigno; l’acquedotto con la rete fognante; il monte frumentario per
sopperire alla tremenda carestia del 1879; l’opera del maritaggio per aiutare a
sposare le fanciulle povere del paese; la costruzione dell’attuale cimitero.
Incalcolabile la sua opera di aiuto e collaborazione
con l’Arciprete Emilio Battista nella rifondazione delle due chiese, quella
Madre e quella del Carmine; valido l’aiuto che dà per le celebrazioni del I
Centenario di San Felice e, degne di rilievo, le donazioni di ricchissimi
arredi sacri, come risulta dagli archivi parrocchiali.
E’
benefattore umile, di una umiltà che porta fino al
punto in cui presago della fine, chiamando a sé i familiari, raccomanda loro di
rispettare le sue ultime volontà a riguardo dei funerali; “ non discorsi - egli
dice - né fiori “. Poi manifesta il desiderio di riposare al suo paese natio:
Civitanova del Sannio; che è onorato di conservare le sue spoglie.
Infatti tutta la popolazione è riversata sulla strada a
rendere l’estremo saluto al caro concittadino che così alto porta il nome di
questo paesello e non vi è uscio di casa o balcone che non reca un segno di
lutto.
Antonio Cardarelli è stato un clinico e maestro sommo perché
possedeva, con il meraviglioso intuito di diagnosticare, il segreto della
semplicità, della chiarezza e della critica. Egli non è stato un professore nel
senso burocratico della parola, ma un maestro che insegna e lascia in eredità
ai suoi allievi, più che delle nozioni scientifiche o pratiche, un metodo per
osservare e studiare, cioè un indirizzo per mezzo del
quale ciascun allievo, pur portando nelle diverse discipline la propria
impronta e la propria tendenza personale, si sentirà in grado di procedere da solo, sicuro, nel cammino della “ scienza “ , se il
maestro venisse a mancare.